I nodi trasmettono emozioni
A tinta unita, regimental, a pois, versione trendy: la cravatta torna di moda.
A sbuffo, all’inglese, a bottiglia, windsor, onassis, prince alberty, chanel, shrinker.
Accessorio simbolo dell’eleganza maschile, la cravatta è anche un modo per confrontarsi con il partner, comunicare, sollecitando dinieghi e promesse.
85 i modi per stringerla al collo e altrettante quindi, nel bene e nel male, le straordinarie emozioni in grado di trasmettere.

Perchè quella semplice striscia di tessuto annodata al collo parla un linguaggio sottile, metaforico e può lanciare messaggi sublimari.
Simbolo fallico, da secoli, soddisfa gusti e fantasie di uomini e donne.
Specchio dell’uomo, della sua intimità più profonda, come rivelato da un incontro che si è tenuto a Milano, promosso da alcuni industriali serici.

Un nodo enorme, esagerato? Fate molta attenzione. E’ una persona con i suoi timori, ha paura di apparire, di svelarsi.
Il nodo piccolo, arricciato, che fa qualche piega? Un uomo che freme, desideroso di incontri, esuberante, dal punto di vista emotivo. Se invece è molto stretto, piccolo, deforme, è un uomo di cui non bisogna assolutamente fidarsi. Ha remore, paure, reticenze soprattutto in fatto di sessualità. Se al contrario il nodo della cravatta è sollevato, si curva leggermente sul collo è qualcuno che sta andando a caccia… del gentil sesso.
La simbologia del nodo è ricca e sfaccettata. Soprattutto se è la donna a compiere determinati gesti.
Sarà lei a stringere la cravatta se vuole ‘marcare’ il terreno, dimostrare di aver conquistato finalmente il proprio compagno. Se poi è sempre lei a slacciare il nodo, il messaggio è fin troppo evidente. Un invito immediato a sciogliersi e a seguirla. In ogni caso, per ogni uomo la cravatta rappresenta un vero e proprio biglietto da visita.
Stropicciata e sporca? E’ sicuramente un uomo negligè. Attenzione poi a non metterle mai sul letto. Portano male. Le cravatte devono essere sempre appese!

Consacrata da Baudelaire, che comunque preferiva alla cravatta, il papillon, citata da Oscar Wilde ne ‘La fortuna di chiamarsi Ernesto’ , in una frase diventata ormai un cult (‘una cravatta ben annodata è il primo passo serio verso la vita’), è l’accessorio must nel guardaroba del gentleman di oggi, che riporta ad un’immagine classica di una volta, ma secondo regole moderne volte a un rinnovato concetto di essenzialità.
Alberto Valentini, soprannominato il ‘Salvador Dali’, della cravatta’ è convinto che la vera seduzione di una cravatta provenga dai materiali con i quali è realizzata. “Ogni tessuto ha la sua energia che si trasmette al corpo, una seduzione particolare che parte proprio dalle stoffe, alcune delle quali antichissime”, spiega Valentini, amato dagli uomini della politica e da giovani rampolli dell’imprenditoria italiana, come Lapo Agnelli. “
“Dietro la cravatta si possono celare messaggi” gli fa eco lo stilista Renato Balestra.
Ed a proposito di messaggi di decifrare, anche Luca Litrico, titolare della storica sartoria da uomo, non ha dubbi.
“La cravatta è uno status symbol e un simbolo fallico, lo specchio degli stati umorali di un uomo”
tezzds detto,
Giugno 27, 2007 @ 6:43 pm
grazie del consiglio..:)
frank miller detto,
Giugno 28, 2007 @ 9:20 pm
ma hai appena smesso di drogarti?????????
bè riprendi, così almeno smetti di dire cazzate
Lucky detto,
Ottobre 19, 2009 @ 5:22 pm
Non infangare il nome di un “vero Maestro” come Salvador Dalì”.
Non sei neanche l’unghia del suo piede.
Alberto Valentini, sei solo un montato, fallito e pieno di buffi!!!
Vattele a guadagnare 1000 euro ( costo di un tuo cencio detto cravatta) con il sudore della fronte e poi pensa al ladro che sei.
Cantastorie!!!