Archive for giugno, 2007

Il suo autoritratto

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per capire…

“Bisogna tacere quando si penetra in tutta la profondità di un quadro, allora la luce e le ombre, le linee e gli angoli cominciano a parlare e anche la musica si fa intendere, la musica nascosta che non si sente.
Non esiste altro che quello che i miei occhi vedono aperti e ancora di più chiusi”.
  

Giorgio de Chirico

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TEATRO

 

 

 

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una grande frase

“E’ necessaria una grande sensibilità, rappresentarsi tutto nel mondo come un enigma. Capire l’enigma delle cose considerate insignificanti. Vivere nel mondo come un grande museo di stranezze, pieno di giocattoli curiosi e variopinti che cambiano aspetto…”

Giorgio de Chirico

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Un pò di storia metafisica

Nel 1916, durante il periodo ferrarese, De Chirico sviluppa una metafisica degli oggetti comuni.

Nei quadri le figure sono assemblate in spazi chiusi e accavallate a geometrie, ad attrezzi strani e a oggetti di uso quotidiano.

 

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Muse metafisiche

De Chirico sviluppa anche il tema metafisico del mistero cittadino e architettonico nel quale si rivela lo “spirito dei luoghi”

 

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Interno metafisico con faro

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La partenza degli Argonauti

 

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…ancora GIORGIO il grande…

Un pò di tempo fà sono stata a Padova a vedere la mostra su De Chirico.
Le opere esposte mi hanno offerto un’immagine viva e completa del suo percorso artistico e mi hanno colpito molto.
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L’enigma dell’arrivo
La novità dell’arte di de Chirico consiste nel guardare al mondo non tanto come a una cosa da riprodurre, ma come a un significato da interpretare.
Con la sua pittura metafisica egli utilizza le figure del mito come metafore, attraverso cui narra la propria esperienza del mondo.
Le sue opere mettono lo spettatore di fronte a scene mute e sospese che sono prive di azione e inducono attesa, inquietudine, stupore.
De Chirico toglie ai segni le loro relazioni abituali e logiche, vuole far scaturire nuovi significati incontrollabili e creare associazioni poetiche del tutto impreviste.
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La mattinata angosciosa
Le sue opere mettono lo spettatore di fronte a scene mute e sospese che sono prive di azione e inducono attesa, inquietudine, stupore.
De Chirico toglie ai segni le loro relazioni abituali e logiche, vuole far scaturire nuovi significati incontrollabili e creare associazioni poetiche del tutto impreviste.
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Il destino del poeta
Il manichino metafisico nasce nel 1914 come figura simbolica, ogni quadro è un ritratto dell’anima e della mente. I segni sulle teste simbolizzano la facoltà di “seconda vista” che i Greci chiamavano epopteia, la mancanza di braccia suggerisce l’attività mentale e spirituale.

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scommesse…

le scommesse e i patti si fanno con

gli angeli, o con i demoni…

(Cohelo)

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sofferenza

la sofferenza se affrontata senza timore

costituisce il passaporto verso laliberta…

(Cohelo)

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